La mia storia

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La mia colonna sonora è cominciata così:

Fin da bambino ho avuto una sola grande passione: la Musica e più precisamente suonare la batteria!
Ecco che già dalle scuole elementari, alle recite, tutte le parti in cui serviva fare un ritmo, io ero lì con il mio fustino del Dash.
E questo mio continuo “tamburellare sui banchi” mi ha accompagnato per tutta la mia singolare carriera scolastica, tanto che alcuni illuminati docenti decisero di mandarmi da uno psicologo perché mi avevano classificato come adolescente irrequieto!
Ricordo ancora quando da ragazzino, io e il mio prezioso fustino ci preparavamo per accompagnare tutte le canzoni del Festival di Sanremo (siamo ai tempi della TV con 2 canali) e, grazie alla spalliera del vecchio divano di casa, riuscivo a creare un suono complementare a quello del fustino. Ricordo quando andavo a dormire dicendomi “un giorno suonerò anch’io al Festival di Sanremo”.

Mi ritrovai a 14-15 anni costretto a somministrazioni di valium in quello che in realtà più che un disturbo era una esuberanza adolescenziale per manifestare il mio talento! Non mi sentivo compreso, i miei coetanei preferivano il gioco del pallone, i miei fratelli più grandi giocavano a pallone, tutti giocavano a pallone per cui io che avevo tutt’altri interessi non riuscivo ad inserirmi in nessun tipo di attività collettiva, anche perché mi sentivo sempre giudicato e quando chiesi informazioni per una scuola ad indirizzo musicale una volta uscito dalle medie nessuno sapeva darmi una risposta  sentenziando questo mio interesse in modo superficiale, per cui mi convinsi di essere un inadatto a tutto, un vero e proprio incapace… e così la trasformazione verso un disadattato fu molto breve, così rapida e repentina che, involontariamente, per attirare l’attenzione decisi di chiudere i libri e di non impegnarmi più con il conseguente crollo del rendimento scolastico. Tutto questo ovviamente in un’età delicatissima, un periodo della vita in cui purtroppo o per fortuna l’autostima andrebbe alimentata, sostenuta  e preservata, soprattutto “dal complesso della penna rossa” spesso utilizzata solo per evidenziare ciò che non funziona di un individuo, quando invece è il talento quello che dovremmo iniziare ad allenare e sviluppare e in questo, essere guidati e consigliati in modo serio e saggio. In fondo che piaccia o meno sono un po’ quelli gli anni in cui iniziamo a mettere le fondamenta per il nostro futuro.

Il problema quale fu? Credetti a quelle menti “illuminate” e mi convinsi di essere un ragazzo incapace negli studi e di dovermi inserire immediatamente nel modo del lavoro. Da qui feci le scelte conseguenti. Nonostante la mia scontentezza e rancore verso gli ambienti didattici, continuai imperterrito a suonare e studiare musica!
E quando nel 1997 partecipati alla 47° edizione del Festival di Sanremo, come una “rullata” mi fecero eco i miei ricordi da piccolo e mi resi conto che la vita è davvero magica, ma sta a noi scegliere se essere “primi attori” o “semplici comparse”. Io ho scommesso su me stesso assecondando la mia passione per la musica e ho costruito la mia professione, facendo sempre fronte ai continui alti e bassi che la vita artistica comporta.
Ho percorso una carriera straordinaria, ho girato il mondo e questo mi ha permesso di conoscere culture e linguaggi diversi, ho lavorato con musicisti e persone straordinarie suonato con artisti famosi come popolarità o noti per il livello della loro bravura, da cui ho appreso molto per questo ho scelto la Resilienza alla fragilità, la Persistenza all’arrendevolezza e la Disciplina alla sregolatezza. In merito a quest’ultima, ricordo che un giorno mi trovavo in studio di registrazione con uno dei sassofonisti  più richiesti in studio e tv dell’area di Los Angeles famoso anche per aver suonato con il Gotha del Jazz mondiale, analizzando il piano di lavoro della settimana, rimasi stupito quando vidi che tutto, era stato pianificato (come da sua richiesta) per fare in modo che egli ogni mattina prima di iniziare a suonare nelle sessioni di registrazione avesse il tempo di allenarsi con lo strumento. Mi dissi: “Se lo fa lui mi sembra il minimo che lo debba fare anch’io…” Non solo musicisti quindi, ma uomini e donne straordinarie da cui ho appreso moltissimo.
Nel corso del tempo l’imparare e il desiderio di continua ricerca hanno di fatto spostato l’attenzione dallo strumentista del futuro, alla formazione dell’individuo, su ciò che permette a noi stessi di migliorare le nostre performance in ogni ambito della nostra vita, facendo emergere così una mia seconda passione: formare me stesso e condividere poi con gli altri quanto appreso.

Memore della pessima esperienza scolastica che ho vissuto, con un grande bagaglio fatto di esperienze e incontri da cui ho molto ricevuto, ho iniziato a “dare”, a insegnare dapprima a chi condivideva le mie stesse passioni e interessi.
Vi siete mai accorti che noi possiamo esprimerci con uno o più dei 5 sensi disponibili? Io l’ho fatto per tantissimo tempo con la musica, e partendo da questo punto se da un lato mi sono accorto che con la musica la gente si lasciava andare facendo cadere tutti i propri limiti dall’altro nella vita quotidiana, faceva esattamente il contrario e spesso involontariamente.
Ho così sviluppato un mio metodo che mira per primo alla valorizzazione personale dell’individuo, quindi allo sviluppo del musicista o del professionista in genere.
“Crea la colonna sonora della tua vita” è diventato quindi un programma di apprendimento, che spiego anche nel libro pubblicato da “ Mind Edizioni” e che trovi anche in questo sito. E insieme alla musica è diventata la mia attuale professione.
Se vuoi scoprire o saperne di più, seguimi nelle mie pagine o contattami!

Ti aspetto!

Giorgio


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